E' stato inaugurato oggi presso la centrale termoelettrica Enel Federico II di Brindisi l'impianto pilota di
cattura e sequestro dell'anidride carbonica, il primo in Italia e uno dei primi in Europa. L'impianto sfrutta il principio della cattura post-combustione consente di trattare 10mila metri cubi di fumi provenienti dalla centrale a carbone Federico II per separare ogni ora 2,5 tonnellate di CO2, fino a raggiungere un massimo di
8.000 tonnellate l'anno. Si tratta della stessa quantita' di CO2 assorbita da circa 800 mila alberi, ovvero una foresta di dieci chilometri quadrati.
Una volta separata l'anidride carbonica dai fumi, questa viene liquefatta e trasportata in un sito geologico sicuro, tipicamente un giacimento di gas o petrolio esaurito. La CO2 prodotta dalla centrale Enel di Brindisi sara' trasportata presso il sito Eni (E1NT.EX - notizie) Stogit di Cortemaggiore, in provincia di Piacenza, dove sara' immagazzinata permanentemente nel sottosuolo.
I siti per il
CCS (cattura e sequestro del carbonio derivato dal termine inglese Carbon Capture and Storage - o Sequestration) nostrano indicati da Enel e Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia sono al largo di Fusina (Venezia), di Porto Tolle (Rovigo) e di Brindisi sull’Adriatico; inoltre al largo di Civitavecchia, sul Tirreno.
"La cattura della anidride carbonica ed il successivo sequestro - ha detto l'a.d. di Enel, Fulvio Conti - permettera' di continuare ad utilizzare combustibili fossili, eliminando drasticamente le emissioni di CO2, un gas non inquinante ma considerato il principale responsabile dell'effetto serra. Con le rinnovabili ed il nucleare, sara' una delle risposte vincenti alla sfida di avere energia abbondante rispettosa dell'ambiente".
Fonte Ansa.
Foto wikipwdia.